Con la circolare n. 55 del 14 maggio 2026, l’INPS ha fornito le indicazioni operative relative al nuovo incentivo previsto dall’art. 2 del D.L. 62/2026 per favorire l’assunzione stabile di giovani lavoratori under 35.
L’agevolazione riguarda le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e rappresenta un’importante opportunità per le imprese che desiderano investire nell’occupazione giovanile beneficiando di un significativo esonero contributivo.
Chi può beneficiare del Bonus Giovani 2026
L’incentivo è riconosciuto per l’assunzione di giovani lavoratori che non abbiano compiuto il 35° anno di età e che rientrino in una delle seguenti condizioni.
Giovani privi di impiego da almeno 24 mesi
Rientrano nell’agevolazione i lavoratori:
- privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Giovani privi di impiego da almeno 12 mesi appartenenti a categorie svantaggiate
L’incentivo spetta anche ai lavoratori:
- privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi;
- appartenenti ad almeno una delle categorie di “lavoratore svantaggiato”.
Tra queste categorie rientrano i soggetti che:
- non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale;
- hanno completato la formazione da non più di 2 anni senza aver ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- sono adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
- lavorano in settori caratterizzati da disparità uomo-donna, se appartenenti al genere sottorappresentato;
- appartengono a una minoranza etnica di uno Stato membro e necessitano di migliorare formazione linguistica, professionale o esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di occupazione stabile.
Giovani privi di impiego da almeno 6 mesi o appartenenti a specifiche categorie
L’agevolazione può inoltre essere riconosciuta ai lavoratori:
- privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
- oppure di età compresa tra i 15 e i 24 anni;
- oppure appartenenti alle categorie svantaggiate sopra indicate.
Cosa si intende per “privo di impiego regolarmente retribuito”
Sono considerati “privi di impiego regolarmente retribuito” i soggetti che, nel periodo di riferimento:
- non abbiano svolto attività di lavoro subordinato per almeno sei mesi;
- oppure abbiano svolto attività autonoma o parasubordinata producendo un reddito inferiore al minimo escluso da imposizione fiscale.
Tipologie contrattuali ammesse
Per accedere all’incentivo, l’assunzione deve avvenire con:
- contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Non sono invece agevolabili:
- rapporti di lavoro domestico;
- contratti di apprendistato;
- assunzioni di personale dirigenziale.
Misura dell’incentivo
Il Bonus Giovani 2026 consiste in un:
- esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
L’agevolazione è riconosciuta nel limite massimo di:
- 500 euro mensili per ciascun lavoratore assunto;
- 650 euro mensili se l’assunzione avviene presso una sede o unità produttiva ubicata nelle Regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno.
Durata del beneficio
La durata dell’incentivo varia in base alla categoria del lavoratore assunto:
- 24 mesi per le assunzioni relative ai casi di lavoratori privi di impiego da almeno 24 mesi o da almeno 12 mesi appartenenti a categorie svantaggiate;
- 12 mesi per le assunzioni relative ai lavoratori privi di impiego da almeno 6 mesi, giovani tra i 15 e i 24 anni o appartenenti alle categorie indicate.
Requisito dell’incremento occupazionale netto
Per beneficiare dell’incentivo, l’assunzione deve inoltre determinare un incremento occupazionale netto.
Il calcolo viene effettuato considerando la differenza tra:
- il numero dei lavoratori occupati in ciascun mese di fruizione del beneficio;
- la media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti.
Un’opportunità strategica per le imprese
Il Bonus Giovani 2026 rappresenta una misura concreta per incentivare l’occupazione stabile e favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, offrendo alle imprese un importante vantaggio contributivo.
Valutare correttamente requisiti, condizioni di accesso e compatibilità dell’incentivo è fondamentale per sfruttare al meglio questa opportunità ed evitare errori nella gestione delle agevolazioni.
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